In una tranquilla domenica di dicembre sono stata a visitare la mostra di Vermeer a Roma. Le mostre alle Scuderie del Quirinale hanno tutte un comune denominatore, indipendentemente dall'artista in mostra...quando esci ti fai sempre la stessa domanda "Tutto qui?" La mostra di Vermeer in particolare, presentava quadri di altri pittori fiamminghi a lui contemporanei, e su un totale di circa una sessantina di quadri, solo otto erano di Vermeer. Nelle 10 sale predisposte per la mostra, trovare un Vermeer era comunque assai facile, nonostante i suoi quadri siano di esigue dimensioni, bastava osservare il cumulo di gente che si precipitava davanti all'opera. Immaginate una sala grande con circa 8 quadri per lato e vedere le persone accalcate solo davanti ad uno, il resto...vuoto. Ed è stato proprio grazie a questo, che la mia attenzione si è spostata un po' per forza un po' per simpatia verso quei pittori che sembravano non suscitare alcun interesse alla folla (che giustamente era venuta per ammirare un Vermeer, mica gli altri pizza e fichi!!!).
Mi sono avvicinata a questo quadro di Maes, che sono sincera, non conoscevo assolutamente. Il quadro si intitola Il tamburino disobbediente, ed io lo trovo semplicemente fantastico.La luce vibra e mette in movimento tutto il quadro. L'espressione della donna che rimprovera il bambino è assolutamente vera, sincera, umana. Forse è l'unico quadro che pur essendo stato dipinto nel 1600 era anche molto contemporaneo. Ora...quello che ho spiacevolmente notato è lo scontato interesse per ciò che è "famoso" e quindi "approvato da tutti", consolidato. E' triste vedere che anche negli appassionati di arte ( ma sono veramente appassionati?), manca spesso un pensiero individuale che se ne frega del consolidato, e ha il coraggio di vestire le proprie idee di un colore diverso dalla massa. Peccato.
Spesso un allievo diventa un maestro grazie a qualcuno che ha il coraggio del proprio giudizio e lo porta avanti nonostante.
25 dicembre 2012
24 settembre 2012
Immagina
Espongo una nuova opera. Il filo sottile.
Nuda. Bianca. Fredda.
La città che l'accoglie è Bologna.
Sabato 6 ottobre h.18
17 luglio 2012
6 ottobre 2011
29 settembre 2011
23 novembre 2010
3 marzo 2010
Ricomincio da una fine
E' passato quasi un anno. Ancora è tutto molto confuso.
La prima opera dopo una morte...mi chiedevo cosa avrei mai fatto, e se ancora lo avessi fatto.
Ma non posso smettere di respirare.
Così eccola. Come un sussurro nell'orecchio.
E' finita, ma ci sto ancora riflettendo.
Questo è solo un particolare. Come un vestito da sposa che brucia.
13 dicembre 2009
Luce
E così si è aperto infine un varco, attravesro il quale la luce ha ricominciato a scaldarmi, con la sua potenza, la sua magnificenza, la sua incedibile energia vitale. E così la vita che ancora una volta prevale sulla morte, come la luce ogni mattino prevale sul buio.
Di nuovo con la schiena dritta affronto un nuovo giorno, una nuova vita davanti a me e al mio piccolo Tommaso.
10 giugno 2009
11 maggio 2009
22 febbraio 2009
Adrenalina

Questa è l'opera con la quale ho passato la selezione per il concorso indetto dal Comune di Roma e Zetema Progetto Cultura. La mostra inaugura venerdì 27 febbraio alle 19.00, nei locali dell'Ex mercato del Pesce in Via S. Teodoro, 74, al quartiere ebraico di Roma. Io ci sarò.
Per maggiori info andare su www.adrenalina.roma.it
8 febbraio 2009
3 gennaio 2009
Joy
Torno al lavoro. Dopo il bambino con le pietre...un salto di gioia è quello che mi serve per iniziare l'anno. Questa foto è grande un metro per un metro, e il legno che le fa da supporto è ancora più grande.Ho parecchie difficoltà a prenderlo e rigirarlo tra le braccia. Colpa delle mie manie di grandezza...2 gennaio 2009
Nuovi occhi per il nuovo anno
Lo so. Mi ripeto. Ma che ci posso fare...a proposito del post qui sotto, quello dell'alba...be' questo è il tramonto del primo giorno del 2009. Dopo aver scaricato questa serie di foto sul computer, ho pensato al fatto che ultimamente, per le varie vicende familiari, non mi muovo più di casa, e la conca ternana è quello che mi si presenta davanti agli occhi tutti i giorni dal mio balcone. Questo natale c'è chi è andato in Australia, chi a Londra, chi in Francia chi sulle mie amatissime Dolomiti...ed io sono qui ad ammirare questo incredibile tramonto.Così mi consolo con una frase di Proust che dice " Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi"...e mettiamoci sta' pezza!!!!!
31 dicembre 2008
Il bambino e la farfalla

Chiudo l'anno con l'unica opera che sono riuscita a fare in dodici mesi. E' stato un anno molto pesante. Forse le pietre avrebbero dovuto essere 12, una per mese. Ma visto che il pessimismo è solo parte del mio ascendente, voglio sperare che presto arriverò a prendere quella farfalla rossa che un po' beffarda mi guarda e dice " Eh dai...buttale queste pietre dalle tue spalle, e vola via con me ..."
9 dicembre 2008
Un piccolo grande dono

Il fatto è che siamo troppo spesso abituati a guardare ad un palmo dal nostro naso, e il nostro naso quasi mai è rivolto all'insù. Così come troppo spesso il metro che ci circonda oltre il palmo da questo nostro naso non è mai di nostro gradimento, e tutto ci sembra oltre le nostre possibilità di sopportazione. E troppo spesso ce la prendiamo con chi (per chi ci crede) ci ha creato, o semplicemente (per chi non crede) con il destino.
Ma troppo poco spesso non ci accorgiamo di molte cose che ci circondano e che sono lì, a disposizione di tutti. Non costano nulla. Basta solo osservarle. Sono lì per il ricco e per il povero, per l'onesto e il truffatore, per lo schiavo e il suo padrone, per il gatto e per il topo, per i pigri e per tutti gli uomini di buona volontà, per chi vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, e per chi si sforza di vederlo quasi sempre pieno, per chi perdona e chi si fa perdonare, per chi nasce e chi ci sta' per lasciare . A volte basta così poco. Aprire gli occhi spesso aiuta anche ad aprire la mente.
Quest'alba è un piccolo grande dono.
Allora, domani, buona alba a tutti.
19 novembre 2008
Qui Caroline

Sempre sulla rivista Arte c'è una rubrica che si chiama Corsi e Ricorsi dove due immagini vicine mostrano due opere molto simili fatte in epoche diverse. Le opere qui sopra non fanno parte di questa rubrica, mi sono semplicemente accorta che la scultura sulla sinistra sembra la realizzazione tridimensionale di una foto che ho fatto circa dieci anni fa. L'opera è di Berlinde de Bruyckere, e si intitola Caroline, la mia si intitola Qui.E' un titolo strano, ma in realtà era l'inizio di una specie di poesia. Un mio amico (Andrea)mi ha preso in giro per giorni, e così l'ho talmente accorciata che alla fine ne è rimasto solo l'inizio....ed ora a pensarci...neanche me la ricordo più!!!
18 novembre 2008
La pace
Spesso compro il giornale Arte, ma raramente mi capita di rimanere affascinata da qualcosa. Ora, non so per quale motivo, ma mi è successo di rimanere per molto tempo ad osservare questa immagine di Ashanti Leshelle. Ho detto non so per quale motivo, perchè l'opera non rientra esattamente nei miei gusti,
però di fatto mi incanta. Deve essere l'atmosfera, la luce, la proiezione che ho fatto di me, a guardare l'orizzonte al tramonto. Mi sono immaginata lì, senza pensieri nè solitudini. E un senso di pace mi ha attraversato la mente. Così ho capito perchè non riuscivo a voltare pagina.
23 ottobre 2008
Il grande saggio
Sono particolarmente affezionata a questa immagine di me da piccola.Avrò avuto circa otto o nove anni. In quel periodo quando mi chiedevano: "Micaela, cosa vuoi fare da grande?", io rispondevo sempre: " Io da grande voglio essere un grande saggio con la barba bianca"!!!Sono affezionata a questa foto perchè quello sguardo ce l'ho dentro e in fondo ancora anelo a diventare un grande saggio...senza barba però!!!
19 ottobre 2008
Un raggio di sole
Questa mattina un raggio di sole mi ha illuminato il viso, mentre ancora ero a letto. Non era abbastanza caldo da asciugare una lacrima, ma abbastanza luminoso per farmi aprire gli occhi e decidere di alzarmi. Come faccio ogni mattina, spalanco tutta la finestra e guardo il panorama verso Narni. Le nuvole coprivano la conca ternana, ma il sole splendeva appena sopra. E' proprio questo il punto. Il sole splende appena sopra. Ho asciugato le lacrime, e ho deciso: oggi è il giorno giusto per iniziare la nuova opera.
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