28 aprile 2006

Il vuoto




Sigh, sigh. Oggi sono un po' triste perchè ho terminato il trittico che stavo facendo. Non so. E' una sensazione strana. Mi sento svuotata.
Ho inciso, come sempre, la mia firma dietro, e non sono riuscita ad impacchettarlo per metterlo via. L'ho lasciato lì, sul tavolo, con la scusa di volerlo far vedere.
In realtà non me ne voglio separare, ma ne voglio godere ancora un po'.

21 aprile 2006

Il custode del MACRO


Sono stata a Roma. Ci sono nata e ci ho vissuto per trenta anni, ma mai come lo scorso pomeriggio , me la sono goduta piacevolmente da vera turista. Sono andata a vedere la mostra al Macro di Giovanni Dessì. I quadri li ho trovati molto interessanti, soprattutto quello che ho riportato qui accanto. E poi una stanza tutta gialla che mi ha invaso di una piacevole sensazione caldoestiva, e di un buon e sano ottimismo. Otre a lui esponeva anche Leandro Erlich. Sono entrata in una stanza buia, dove c'erano due porte chiuse dalle quali si intravedeva uscire una forte luce bianca. Come un'idiota sono andata a sbirciare dal buco della serratura, per rimanerne semplicemente accecata. Dopo aver visto questo , ed una stanza con un rubinetto ed uno specchio rotto, mi aggiravo nel museo guardando anche gli estintori e le finestre con le tende e pensando che forse erano anche quelle opere d'arte. A parte me e due altre persone, c'areano tantissimi custodi che chiacchieravano tra loro in romanaccio stretto. Ad un certo punto mi si avvicina uno di questi e mi dice " Signorì l'ha letto quello che ce sta' scritto sull'artista?" ed io " Si, perchè?" "No perchè tanti nun leggheno e poi nun ce capischeno niente de sti' quadri !!!" Un grande!!!



14 aprile 2006

Altrove


Altrove è il titolo del nuovo trittico che sto' per terminare. Ho scelto questa parola perchè nasconde in sè un bel messggio: altro vi è.
Scelgo di pubblicare solo un particolare, perchè non è ancora terminato. Mi piace molto perchè rispecchia questo momento della mia vita, e perchè vuole dare un bel messaggio a quanti, come me, scelgono di vivere il proprio sogno, scelgono di provarci nonostante tutto. Vuole essere un incoraggiamento a percorrere la via più faticosa, ma che alla lunga ci fortifica e ci rende più felici.
Questo è quello che ci sarà nel mio uovo di Pasqua.