31 ottobre 2007

Il mio guru

Alla domanda " Un giorno mi dirà perchè veste sempre di nero?", mi guarda meravigliato. Poggia la lucetta con cui mi stava esplorando gli occhi, si prende la maglia grigio piombo, e mostrandomela dice " Ma come, oggi ho messo questa. E' la cosa più chiara che ho!!!"
Ognuno di noi porta con sè tante contraddizioni. Per come la vedo io, il nero che accompagna il mio guru, è una di queste.
Chiamarlo medico omeopata è molto riduttivo, sarbbe come dire che Gino Strada è un chirurgo, e Madre Teresa era una suora.
Per molto, molto tempo ho cercato un medico che avesse uno sguardo attento e profondo sull'essere umano. Che prestasse attenzione al corpo, alla mente e allo spirito. Ne ho cambiati tanti. Ho conosciuto lui, e non l'ho più lasciato.
Quando entro nella sua stanza, lui non c'è mai. Le sedie di legno e cuoio sono troppo scomode, mi alzo, mi affaccio alla finestra. Fuori il traffico di Roma.
Guardo l'orologio e mi chiedo quando arriverà. Poi sento dei passi, finalmente. Entra. Fuori c'è sempre traffico, ma dentro la stanza solo i pensieri resi semplici parole. Parole che si insinuano e si distendono dentro di me, come coperte.
Una stretta di mano a volte non basta per dire grazie.
E per un po' non avrò più freddo.

( Il quadro è di Giovanni Sesia)

6 ottobre 2007

Un titolo


E' la prima volta in ventidue anni che non riesco a dare un titolo ad una mia opera. Meno male che la mia amica Paola, forse, riesce a togliermi dal fosso in cui mi sono messa. Ebbene si, lei conosce un titolista ( ma voi sapevate che esistevano i titolisti?), al quale sottoporrà la mia opera. Presto (o tardi) vi farò sapere.