25 dicembre 2012

Nicolas Maes

In una tranquilla domenica di dicembre sono stata a visitare la mostra di Vermeer a Roma. Le mostre alle Scuderie del Quirinale hanno tutte un comune denominatore, indipendentemente dall'artista in mostra...quando esci ti fai sempre la stessa domanda "Tutto qui?" La mostra di Vermeer in particolare, presentava quadri di altri pittori fiamminghi a lui contemporanei, e su un totale di circa una sessantina di quadri, solo otto erano di Vermeer. Nelle 10 sale predisposte per la mostra, trovare un Vermeer era comunque assai facile, nonostante i suoi quadri siano di esigue dimensioni, bastava osservare il cumulo di gente che si precipitava davanti all'opera. Immaginate una sala grande con circa 8 quadri per lato e vedere le persone accalcate solo davanti ad uno, il resto...vuoto. Ed è stato proprio grazie a questo, che la mia attenzione si è spostata un po' per forza un po' per simpatia verso quei  pittori che sembravano non suscitare alcun interesse alla folla (che giustamente era venuta per ammirare un Vermeer, mica gli altri pizza e fichi!!!).
Mi sono avvicinata a questo quadro di Maes, che sono sincera, non conoscevo assolutamente. Il quadro si intitola Il tamburino disobbediente, ed io lo trovo semplicemente fantastico.La luce vibra e mette in movimento tutto il quadro. L'espressione della donna che rimprovera il bambino è assolutamente vera, sincera, umana. Forse è l'unico quadro che pur essendo stato dipinto nel 1600 era anche molto contemporaneo. Ora...quello che ho spiacevolmente notato è lo scontato interesse per ciò che è "famoso" e quindi "approvato da tutti", consolidato. E' triste vedere che anche negli appassionati di arte ( ma sono veramente appassionati?), manca spesso un pensiero individuale che se ne frega del consolidato, e ha il coraggio di vestire le proprie idee di un colore diverso dalla massa. Peccato.
Spesso un allievo diventa un maestro  grazie a qualcuno che ha il coraggio del proprio giudizio e lo porta avanti nonostante.


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