Domenica mattina. Mi alzo intorno alle dieci (non succedeva dai tempi dei concerti e delle discoteche, quindi diciamo circa 13 anni), fuori c'è il sole di Roma. Bene, decido che è la giornata giusta per andare ad ammirare i quadri di Rothko al Palazzo delle Esposizioni. Faccio la fila sulla scalinata, e mi sento mooolto emozionata. Pago, e decido di non prendere le guide auricolari. Preferisco ascoltare il mio cuore.Le prime sale sono dedicate al periodo figurativo, che , devo essere sincera, non ho mai apprezzato molto. Ma poi...eccoli apparire di fronte a me i "Muri di luce". Ero sola, ho potuto stare in silenzio ed immergermi totalmente nei quadri. Sono entrata nel nero più profondo, e poi riemersa da un sottile orizzonte grigio piombo. Sono stata circa venti minuti immobile di fronte al quadro che vedete qui sopra, trattenendo a stento le lacrime. Ogni quadro di Rothko mi fa questo effetto. Ogni sua opera va vista per quello che è, senza cercare di vederci altro. Semplicemente lasciarsi andare, per poi ritrovarsi. Io credo sia stato un illuminato. Quando si è suicidato, avevo tre anni.
1 commento:
Ciao... capisco la tua emozione.
Recentemente sono stata a Parigi, Sono entrata al Pompidou (non ci andavo da 10 anni) pensando di trovare il mondo che faceva la fila. Era un venerdi, in realtà pochissima gente. Io adoro l'espressionismo astratto e lì, per la prima volta nella mia vita, penso di aver provato la sindrome di Stendhal (che disse « Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »). In una stanza, io da sola, avevo davanti i quadri di Pollock, a 1 cm, senza protezione, lì tutti insieme, poi Basquiat, Rothko... io e loro. Le tele su cui avevano lavorato i miei (nostri!) miti. C'era una guardia, mezza addormentata che non mi filava proprio, mi sono tolta il giubbotto, mi sono seduta per terra e come te sono stata 20 minuti in quella stanza. Emozionata, ho accettato le mie lacrime, fiera. Come te quando sono uscita mi sentivo PIENA. e felice. Buona giornata.
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