Alla domanda " Un giorno mi dirà perchè veste sempre di nero?", mi guarda meravigliato. Poggia la lucetta con cui mi stava esplorando gli occhi, si prende la maglia grigio piombo, e mostrandomela dice " Ma come, oggi ho messo questa. E' la cosa più chiara che ho!!!"Ognuno di noi porta con sè tante contraddizioni. Per come la vedo io, il nero che accompagna il mio guru, è una di queste.
Chiamarlo medico omeopata è molto riduttivo, sarbbe come dire che Gino Strada è un chirurgo, e Madre Teresa era una suora.
Per molto, molto tempo ho cercato un medico che avesse uno sguardo attento e profondo sull'essere umano. Che prestasse attenzione al corpo, alla mente e allo spirito. Ne ho cambiati tanti. Ho conosciuto lui, e non l'ho più lasciato.
Quando entro nella sua stanza, lui non c'è mai. Le sedie di legno e cuoio sono troppo scomode, mi alzo, mi affaccio alla finestra. Fuori il traffico di Roma.
Guardo l'orologio e mi chiedo quando arriverà. Poi sento dei passi, finalmente. Entra. Fuori c'è sempre traffico, ma dentro la stanza solo i pensieri resi semplici parole. Parole che si insinuano e si distendono dentro di me, come coperte.
Una stretta di mano a volte non basta per dire grazie.
E per un po' non avrò più freddo.
( Il quadro è di Giovanni Sesia)
1 commento:
L'immagine che hai scelto è veramente appropriata. Anche se non ho visto il posto di cui parli, nella mia testa ha un pò quella porta.
ciao
Posta un commento