31 dicembre 2008

Il bambino e la farfalla


Chiudo l'anno con l'unica opera che sono riuscita a fare in dodici mesi. E' stato un anno molto pesante. Forse le pietre avrebbero dovuto essere 12, una per mese. Ma visto che il pessimismo è solo parte del mio ascendente, voglio sperare che presto arriverò a prendere quella farfalla rossa che un po' beffarda mi guarda e dice " Eh dai...buttale queste pietre dalle tue spalle, e vola via con me ..."

9 dicembre 2008

Un piccolo grande dono


Il fatto è che siamo troppo spesso abituati a guardare ad un palmo dal nostro naso, e il nostro naso quasi mai è rivolto all'insù. Così come troppo spesso il metro che ci circonda oltre il palmo da questo nostro naso non è mai di nostro gradimento, e tutto ci sembra oltre le nostre possibilità di sopportazione. E troppo spesso ce la prendiamo con chi (per chi ci crede) ci ha creato, o semplicemente (per chi non crede) con il destino.
Ma troppo poco spesso non ci accorgiamo di molte cose che ci circondano e che sono lì, a disposizione di tutti. Non costano nulla. Basta solo osservarle. Sono lì per il ricco e per il povero, per l'onesto e il truffatore, per lo schiavo e il suo padrone, per il gatto e per il topo, per i pigri e per tutti gli uomini di buona volontà, per chi vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, e per chi si sforza di vederlo quasi sempre pieno, per chi perdona e chi si fa perdonare, per chi nasce e chi ci sta' per lasciare . A volte basta così poco. Aprire gli occhi spesso aiuta anche ad aprire la mente.
Quest'alba è un piccolo grande dono.
Allora, domani, buona alba a tutti.

19 novembre 2008

Qui Caroline


Sempre sulla rivista Arte c'è una rubrica che si chiama Corsi e Ricorsi dove due immagini vicine mostrano due opere molto simili fatte in epoche diverse. Le opere qui sopra non fanno parte di questa rubrica, mi sono semplicemente accorta che la scultura sulla sinistra sembra la realizzazione tridimensionale di una foto che ho fatto circa dieci anni fa. L'opera è di Berlinde de Bruyckere, e si intitola Caroline, la mia si intitola Qui.E' un titolo strano, ma in realtà era l'inizio di una specie di poesia. Un mio amico (Andrea)mi ha preso in giro per giorni, e così l'ho talmente accorciata che alla fine ne è rimasto solo l'inizio....ed ora a pensarci...neanche me la ricordo più!!!

18 novembre 2008

La pace

Spesso compro il giornale Arte, ma raramente mi capita di rimanere affascinata da qualcosa. Ora, non so per quale motivo, ma mi è successo di rimanere per molto tempo ad osservare questa immagine di Ashanti Leshelle. Ho detto non so per quale motivo, perchè l'opera non rientra esattamente nei miei gusti,
però di fatto mi incanta. Deve essere l'atmosfera, la luce, la proiezione che ho fatto di me, a guardare l'orizzonte al tramonto. Mi sono immaginata lì, senza pensieri nè solitudini. E un senso di pace mi ha attraversato la mente. Così ho capito perchè non riuscivo a voltare pagina.

23 ottobre 2008

Il grande saggio

Sono particolarmente affezionata a questa immagine di me da piccola.Avrò avuto circa otto o nove anni. In quel periodo quando mi chiedevano: "Micaela, cosa vuoi fare da grande?", io rispondevo sempre: " Io da grande voglio essere un grande saggio con la barba bianca"!!!
Sono affezionata a questa foto perchè quello sguardo ce l'ho dentro e in fondo ancora anelo a diventare un grande saggio...senza barba però!!!

19 ottobre 2008

Un raggio di sole

Questa mattina un raggio di sole mi ha illuminato il viso, mentre ancora ero a letto. Non era abbastanza caldo da asciugare una lacrima, ma abbastanza luminoso per farmi aprire gli occhi e decidere di alzarmi. Come faccio ogni mattina, spalanco tutta la finestra e guardo il panorama verso Narni. Le nuvole coprivano la conca ternana, ma il sole splendeva appena sopra. E' proprio questo il punto. Il sole splende appena sopra. Ho asciugato le lacrime, e ho deciso: oggi è il giorno giusto per iniziare la nuova opera.

18 ottobre 2008

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni gioorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

22 settembre 2008

New entry

Si chiama Lillo. E' il nostro nuovo compagno di vita.

Max pietra





Ho aspettato che Massimo tornasse a trovarmi, per scegliere insieme le pietre che mi serviranno per la nuova opera. Poi, le cose sono andate diversamente.
Le pietre le ha scelte Tommaso (mio figlio), e Massimo in otto secondi le ha incastrate come nel disegno che gli avevo fatto vedere cinque minuti prima.
Così, affascinata dall'incredibile rapporto che lui ha con la pietra, mi sono divertita a fotografarlo mentre "creava".

5 settembre 2008

Ricomincio da una farfalla

Il 2008 non è stato un anno molto producente, artisticamente parlando. Almeno fino ad oggi. Stamattina, all'alba, come spesso mi succede, è arrivata una visione. E così tutto si rimette in moto. Mio figlio, delle pietre e una farfalla, la nuova opera è in arrivo. Il titolo viene da sè.

29 agosto 2008

Respiro

Il pieno e il vuoto, l'ombra e la luce, la materia e l'impalpabile. Comunque la si voglia vedere...era ferragosto e faceva un gran freddo, ma.....cavolo che meraviglia!!!!!


24 giugno 2008

Quarantuno

E' passato un altro anno, che si aggiunge agli altri quaranta. Oltre alla macchina fotografica digitale ( arrivo sempre in ritardo, ma arrivo), uno dei più bei regali ricevuti, è stata questa scultura. L'autore è ovviamente Massimo, che ha preso un pezzo di sambuco, e semplicemente ha scolpito questa figura. Quando gli ho chiesto il titolo, mi ha risposto: " Il titolo sei te".

15 marzo 2008

1 febbraio 2008

?


E' un momento di grossi punti interrogativi. E' tutto molto fragile.

26 dicembre 2007

Una scultura per regalo

La foto non è un gran che, ma vi assicuro che la scultura del mio amico Massimo è bellissima. L'avevo messa quasi per scherzo nella lista dei desideri di natale, ma ho un compagno che mi ha preso molto sul serio, e me l'ha messa sotto l'albero. Sono contenta per due motivi:
1: E' un pezzo di Massimo che entra a casa mia, ed un premio alla sua bravura e alla sua umiltà.
2: E' bene che i soldi a Natale, vadano a chi fa arte con il cuore e non solo ai già ricchi commercianti.
NB: La scultura è più alta di mio figlio, ed ogni volta che ci passa davanti l'abbraccia dicendo " Quanto mi piace, mamma!!!"

13 dicembre 2007

Umano e divino

Domenica scorsa sono stata con il mio amico Massimo a vedere una mostra a Villa Mondragone, a Frascati. Non racconterò di quello che ho visto dentro la Villa, poichè ad affascinarmi è stato quello che ho visto fuori. Poco prima di arrivare ci hanno dato il benvenuto due , dico due arcobaleni.

Aveva appena smesso di piovere ed il sole filtrava tra gli ulivi del parco. C'era una luce incantevole. Parcheggiamo la macchina, ed entriamo in questa lussuosa villa, avendo tutti e due la sensazione di essere un po' "fuori luogo".

Guardiamo i quadri astratti e le sculture che erano in mostra. Mi volto verso Massimo e gli dico " E' incredibile! Sono rimasta così affascinata dalla luce tra gli alberi lì fuori, che queste quadri, in confronto , mi sembrano ridicoli" E Massimo mi ha risposto:" Aho'! Stai a confonne l'umano cor divino!"

Il mio amico Massimo è un grande saggio.

4 dicembre 2007

Il sole morente nella stanza azzurra


Agostino Arrivabene, così si chiama questo bravissimo pittore-poeta. Ho intravisto i suoi quadri su un giornale d'arte. Ne sono rimasta affascinata. L'ho cercato, l'ho trovato, ci siamo scambiati i nostri comuni pensieri. Comuni perchè c'è molto in comune. E questa è una cosa meravigliosa. Sapere che in certi viaggi il vagone non è vuoto, mi fa stare meglio.
Il titolo di questo post, è il titolo di una sua mostra. Io lo trovo di una bellezza travolgente. Come le sue opere.
www.agostinoarrivabene.it

21 novembre 2007

Muri di luce

Domenica mattina. Mi alzo intorno alle dieci (non succedeva dai tempi dei concerti e delle discoteche, quindi diciamo circa 13 anni), fuori c'è il sole di Roma. Bene, decido che è la giornata giusta per andare ad ammirare i quadri di Rothko al Palazzo delle Esposizioni. Faccio la fila sulla scalinata, e mi sento mooolto emozionata. Pago, e decido di non prendere le guide auricolari. Preferisco ascoltare il mio cuore.
Le prime sale sono dedicate al periodo figurativo, che , devo essere sincera, non ho mai apprezzato molto. Ma poi...eccoli apparire di fronte a me i "Muri di luce". Ero sola, ho potuto stare in silenzio ed immergermi totalmente nei quadri. Sono entrata nel nero più profondo, e poi riemersa da un sottile orizzonte grigio piombo. Sono stata circa venti minuti immobile di fronte al quadro che vedete qui sopra, trattenendo a stento le lacrime. Ogni quadro di Rothko mi fa questo effetto. Ogni sua opera va vista per quello che è, senza cercare di vederci altro. Semplicemente lasciarsi andare, per poi ritrovarsi. Io credo sia stato un illuminato. Quando si è suicidato, avevo tre anni.

1 novembre 2007

Fr-agilità con-temporanea

Bene, bene, bene. Questo è il polittico appena terminato. Stampa Lambda su pvc, legno, ferro, corda, cera e ossidi. Dimensioni...180 x 139 cm, più o meno. Soddisfatta? Si, molto.

31 ottobre 2007

Il mio guru

Alla domanda " Un giorno mi dirà perchè veste sempre di nero?", mi guarda meravigliato. Poggia la lucetta con cui mi stava esplorando gli occhi, si prende la maglia grigio piombo, e mostrandomela dice " Ma come, oggi ho messo questa. E' la cosa più chiara che ho!!!"
Ognuno di noi porta con sè tante contraddizioni. Per come la vedo io, il nero che accompagna il mio guru, è una di queste.
Chiamarlo medico omeopata è molto riduttivo, sarbbe come dire che Gino Strada è un chirurgo, e Madre Teresa era una suora.
Per molto, molto tempo ho cercato un medico che avesse uno sguardo attento e profondo sull'essere umano. Che prestasse attenzione al corpo, alla mente e allo spirito. Ne ho cambiati tanti. Ho conosciuto lui, e non l'ho più lasciato.
Quando entro nella sua stanza, lui non c'è mai. Le sedie di legno e cuoio sono troppo scomode, mi alzo, mi affaccio alla finestra. Fuori il traffico di Roma.
Guardo l'orologio e mi chiedo quando arriverà. Poi sento dei passi, finalmente. Entra. Fuori c'è sempre traffico, ma dentro la stanza solo i pensieri resi semplici parole. Parole che si insinuano e si distendono dentro di me, come coperte.
Una stretta di mano a volte non basta per dire grazie.
E per un po' non avrò più freddo.

( Il quadro è di Giovanni Sesia)