Espongo una nuova opera. Il filo sottile.
Nuda. Bianca. Fredda.
La città che l'accoglie è Bologna.
Sabato 6 ottobre h.18
E' passato quasi un anno. Ancora è tutto molto confuso.
E così si è aperto infine un varco, attravesro il quale la luce ha ricominciato a scaldarmi, con la sua potenza, la sua magnificenza, la sua incedibile energia vitale. 
Torno al lavoro. Dopo il bambino con le pietre...un salto di gioia è quello che mi serve per iniziare l'anno. Questa foto è grande un metro per un metro, e il legno che le fa da supporto è ancora più grande.Ho parecchie difficoltà a prenderlo e rigirarlo tra le braccia. Colpa delle mie manie di grandezza...
Lo so. Mi ripeto. Ma che ci posso fare...a proposito del post qui sotto, quello dell'alba...be' questo è il tramonto del primo giorno del 2009. Dopo aver scaricato questa serie di foto sul computer, ho pensato al fatto che ultimamente, per le varie vicende familiari, non mi muovo più di casa, e la conca ternana è quello che mi si presenta davanti agli occhi tutti i giorni dal mio balcone. Questo natale c'è chi è andato in Australia, chi a Londra, chi in Francia chi sulle mie amatissime Dolomiti...ed io sono qui ad ammirare questo incredibile tramonto.


Spesso compro il giornale Arte, ma raramente mi capita di rimanere affascinata da qualcosa. Ora, non so per quale motivo, ma mi è successo di rimanere per molto tempo ad osservare questa immagine di Ashanti Leshelle. Ho detto non so per quale motivo, perchè l'opera non rientra esattamente nei miei gusti,
Sono particolarmente affezionata a questa immagine di me da piccola.Avrò avuto circa otto o nove anni. In quel periodo quando mi chiedevano: "Micaela, cosa vuoi fare da grande?", io rispondevo sempre: " Io da grande voglio essere un grande saggio con la barba bianca"!!!
Questa mattina un raggio di sole mi ha illuminato il viso, mentre ancora ero a letto. Non era abbastanza caldo da asciugare una lacrima, ma abbastanza luminoso per farmi aprire gli occhi e decidere di alzarmi. Come faccio ogni mattina, spalanco tutta la finestra e guardo il panorama verso Narni. Le nuvole coprivano la conca ternana, ma il sole splendeva appena sopra. E' proprio questo il punto. Il sole splende appena sopra. Ho asciugato le lacrime, e ho deciso: oggi è il giorno giusto per iniziare la nuova opera.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni gioorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.